Il problema Coronavirus che tutto il mondo sta subendo non interessa solo il fattore salute, ma sta sottoponendo a notevoli shock il mercato mondiale in tutte le sue forme, anche a livello energetico.
Le conseguenze dell’emergenza sanitaria sull’economia cinese hanno, infatti, assestato duri colpi al settore del petrolio, del gas e di altre fonti di energia, mostrandoci appieno la grande e crescente influenza che la Cina ha assunto nei mercati energetici mondiali.
Lo stop ai voli da e per e la riduzione delle attività produttive, hanno fatto crollare il prezzo del petrolio ai livelli minimi da un anno a questa parte.
Una brutta gatta da pelare per l’OPEC che deve velocemente decidere come agire e che misure intraprendere.
Anche il mercato del gas naturale sta subendo duri contraccolpi dalla riduzione dei consumi.
La brusca discesa del prezzo del petrolio e i timori per il diffondersi del Coronavirus immancabilmente avrà notevoli impatti sui prezzi di energia elettrica e gas.

La produzione elettrica è passata dal carbone al gas, le utility hanno ridotto i volumi dei contratti da gasdotti per acquistare GNL spot più economico. E i livelli di stoccaggio hanno raggiunto punte record. Ma oggi siamo già ai massimi stagionali, quindi c’è molta meno flessibilità nel sistema per una risposta simile” spiega Simon Flowers, capo analista presso Wood Mackenzie.

Il rallentamento nei prezzi dell’energia, tuttavia, rende la market parity degli impianti da fonte rinnovabile – che sembrava finalmente vicina – più difficile da realizzare” ha inoltre aggiunto Lorenzo Parola, Partner dello studio legale Herbert Smith Freehills, sostenendo cheLa situazione attuale di emergenza sanitaria rende quindi, nell’immediato, più sfidante la realizzazione in Italia di impianti rinnovabili in assenza di incentivi”.

 

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