Mark Zuckerberg e Jack Dorsey costretti ciascuno a versare 4 milioni di rubli al governo russo.
Circa di 58mila euro ammonta infatti la multa inflitta ai due colossi delle telecomunicazioni social Facebook e Twitter dal tribunale distrettuale Tagansky di Mosca lo scorso 13 febbraio per essersi rifiutati di installare i server contenenti i dati degli utenti russi all’interno del paese.
Le due società non avrebbero di fatto rispettato la controversa legge del 2014 varata dal Cremlino che prevede l’obbligo di archiviare i dati degli utenti russi in server che si trovino fisicamente in territorio russo.
Il motivo di tale scelta adotto dai Ceo di Facebook e Twitter è la paura di una possibile violazione dei server e successivo controllo delle informazioni da parte dello stato.
Una sanzione piccola di entità ma con un valore simbolico per cui sembrerebbe essere già pronto un ricorso per cercare di non pagare questa ammenda.
Le autorità russe affermano che la legge, approvata nel 2014, mira a proteggere i dati personali dei cittadini russi.
Visti però gli atti intrapresi in passato da Mosca (ad esempio il blocco nel 2016 del social network professionale LinkedIn)la sensazione è che le autorità russe tentino di aumentare sempre più la loro capacità di monitorare i contenuti e gli utenti dei social.

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