La criptovaluta più conosciuta al mondo è senz’altro il bitcoin.
Ma due nuove monete virtuali stanno per far parlare di se: Libra, la moneta virtuale voluta da Facebook e Gram, la criptovaluta figlia della nota app di messaggistica Telegram,
storica rivale di Whatsapp.
Secondo indiscrezioni quest’ultima in particolare sembra essere pronta al lancio della propria valuta digitale a entro un paio di mesi, battendo di fatto Facebook, frenato al momento dal muro dei regolatori.
Non è affatto un caso se la notizia arriva proprio poco tempo dopo l’annuncio dell’imminente arrivo di Libra, ancora lontanissima da un esordio.
A differenza di Libra, il cui progetto e i dettagli sono stati resi noti con largo anticipo, Telegram è andata avanti in questi mesi in gran segreto.
Gram sarà disponibile a circa 200-300 milioni di utenti sparsi in tutto il mondo che potranno usare la criptovaluta attraverso l’applicazione di Telegram e un wallet
digitale per acquistare beni e servizi direttamente all’interno delle chat.
La governance della valuta virtuale dovrebbe essere affidata alla rete decentralizzata TON (Telegram Open Network, Ton), facendo della
sicurezza il suo punto di forza.
La fonte più autorevole che ha anticipato la notizia del lancio di Gram entro il 31 ottobre 2019 è Il New York Times.
Se non si concretizzasse entro questa data, Durov, il fondatore di Telegram, si troverebbe costretto a
restituire i circa 1,7 miliardi di dollari raccolti dai 175 investitori per la creazione della sua moneta virtuale.
“Chiunque tenti di costruire questo tipo di sistemi di token deve fare attenzione a un gran numero di questioni da affrontare con le autorità – ha spiegato Richard Levin, esperto di criptovalute – sospetto che le agenzie terranno il fiato sul collo a questi lanci”.

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