Oltre ad importanti legami con Tim e Vodafone nell’ambito della ricerca e sviluppo soprattutto del 5G, Huawei e Zte, leader cinesi nel mercato delle telecomunicazioni, puntano alle Università.
Mentre negli Usa Standford University, Berkley e di recente anche il Mit (Massacchusetts Institute of Technology) hanno annunciato l’interruzione di ogni forma di collaborazione con Zte e Huawei a seguito della violazione degli accordi commerciali con l’Iran, in Italia sono ben 14 gli atenei che invece hanno istaurato una solida rete di relazioni con il colosso cinese.

Diverse centinaia di milioni di euro sono stati investiti nel sistema accademico italiano per di finanziare progetti e seminari che mirano alla ricerca e sperimentazione del 5G e allo sviluppo di diverse applicazioni.

È storica la collaborazione tra l’Università di Cagliari e Huawei iniziata ben 10 anni fa, più recente invece il legame tra le aziende di Shenzen e Tor Vergata a Roma o con il Politecnico di Milano in particolare con il dipartimento di Elettronica, Bioingegneria ed Informazione.
Lo scorso novembre Huawei ha deciso di supportare anche il nuovo corso di laurea triennale in Digital Engineering, lanciato da Elis e Politecnico di Milano che permetterà di ampliare le competenze di 80 studenti in ambito ICT, fondamentali per la digitalizzazione del Paese.

“L’Italia per noi è il fulcro degli investimenti europei” sostiene il responsabile per Zte delle relazioni istituzionali in Italia, Alessio de Sio, “siamo sempre aperti alle nuove possibilità che arrivano dal mondo accademico”, a sottolineare quanto quella con con l’Italia sia una partnership strategica non solo sul piano dell’impresa ma anche della ricerca e sviluppo.

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