Il carbone, si sa, è tra i maggiori combustibili fossili in grado di alterare significativamente il nostro clima. I danni collaterali di questa fonte energetica sono ingenti.
Nonostante siano state intraprese grandi azioni per renderlo sempre meno significativo e l’incremento di investimenti nell’ambito delle energie rinnovabili,
a seguito della forte crescita di Cina e India, nel 2000 la capacità mondiale di produzione di energia elettrica a carbone è raddoppiata, arrivando a circa 2.000 GW.
Netta divergenza tra le politiche in atto per lo sfruttamento del carbone tra occidente (quasi a zero carbone) contro gli stati orientali che continueranno invece ad investire in modo considerevole in questo settore.
A dimostrarlo uno strumento interattivo di informazione realizzato da
Carbon Brief che, sulla base dei dati inseriti nell’archivio globale di CoalSwarm, ha mappato il passato, il presente e il futuro di tutte le centrali a carbone del mondo, mostrandoci gli impianti in funzione ogni anno tra il 2000 e il 2017, nonché l’ubicazione della nuove centrali previste.
10.000 gli impianti a carbone evidenziati, compresi quelli dismessi ma anche di futura costruzione.
La speciale mappa è stata lanciata ufficialmente proprio in questi giorni e presenta in modo molto semplice e preciso tutti i dati relativi
al business del carbone in Europa.
Risulta molto evidente che mentre in Europa è in atto la volontà di allontanarsi gradualmente dalle fonti fossili,
la Cina ha ripreso a costruire moltissime centrali a carbone, nonostante avesse affermato il contrario.
È possibile prendere visione della mappa a questo link
https://www.carbonbrief.org/mapped-worlds-coal-power-plants

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