Dal 28 al 30 settembre di quest’anno si è tenuto al Palazzo vecchio di Firenze il Wired Next Fest, manifestazione che ha avuto come tema conduttore, la semplicità.
Vi ha partecipato anche “il padre di internet” Vincent Cerf, tra i fondatori della rete e Chief Internet Evangelist di Google, che ha tenuto una lectio magistralis  dal titolo “The Unfinished Internet” a sottolineare che c’è ancora molto lavoro da fare con e per la rete.
 ‘‘Oggi solo la metà della popolazione è connessa”, ha spiegato Cerf, “e per connettere il resto del mondo dovrà “avere un costo tale che le persone possano permetterselo. E questo vale specie quanto più ci muoviamo nelle zone più povere del pianeta”. “Vogliamo trovare informazioni sulla salute – ha proseguito –, sull’educazione, avere accesso a servizi forniti dal governo”.
Fondamentale per l’informatico statunitense è che la rete debba ‘essere “resiliente” , non debba smettere di funzionare in caso di qualsiasi disastro naturale.
Un altro tema posto da Cerf riguarda i contenuti che si diffondono tramite internet: ”Si stima che in rete ci siano 1,7 trilioni di fotografie – ha detto –. Ma cosa succederà loro tra 100 anni?”. ”Dobbiamo assicurarci che i contenuti digitali siano preservati per la stessa durata di quelli degli altri media”.
Fake news e “digital literacy” sono stati i due argomenti che hanno concluso l’intervento del guru di Google.
”Questo non è un problema tecnico, ma una questione di policy e di comportamento. Usando i social media, avrete notato che le metriche di successo hanno una componente numerica”. E ancora: “Se ricevete un’email che sembra arrivare da un amico, che vi invita a cliccare su un link, non solo non dovete farlo. Ma dovete scrivere al vostro amico e chiedergli se è stato lui a scrivervi. In questo modo lo avviserete che qualcuno sta usando il suo account“

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