Non più penali ma “costi di disattivazione” questo il nuovo nome della cifra che un qualsiasi utente si ritrova a pagare nel momento in cui decide di cambiare operatore telefonico oppure di esercitare la propria facoltà di recesso dal contratto telefonico.
Ma una sentenza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere  crea un pericoloso precedente per tutte le compagnie telefoniche.
Il giudice Dott. Luca Caputo il 10 marzo 2018 ha stabilito illegali i “costi di cessazione del servizio” a forfait addebitati ai clienti dai vari operatori al momento della disattivazione della linea o del passaggio da un abbonamento con un operatore ad uno nuovo.
A rivolgersi ad un giudice di pace è stato un utente di Wind che si è visto addebitare un importo di 65 Euro a fronte della disattivazione della sua linea telefonica.
La compagnia telefonica ha giustificato tale importo come costo sostenuto per procedere alla disattivazione della linea telefonica da corrispondere a Telecom, importo forfettario riconoscimento dall’Agcom come ammissibile.
Di diverso parere il tribunale che non non ha ritenuto sufficiente la motivazione di Wind , sentenziando che “I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificati da costi dell’operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni”.
Solo fornendo prove concrete in merito costi effettivi sostenuti dalla compagnia telefonica l’operatore può rendere applicabile i costi di cessazione del servizio, altrimenti nessun addebito alcuno potrà essere applicato al momento della disattivazione di una linea, mentre nel caso di specie, nessuna prova era stata fornita in ordine alle spese concretamente sostenute.
Pertanto, l’addebito è illegittimo, una sentenza che potrebbe avere importanti conseguenze sui rapporti tra compagnie e clienti.

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