Finalmente entro quest’anno finirà l’era del geoblocking nel mercato digitale comune.
Ma cos’è il geoblocking? Un blocco geografico, una pratica, da molti definita discriminatoria, che impedisce ai clienti online di accedere e acquistare prodotti o servizi da un sito Web con sede in un altro Paese UE.
Commissione europea, Parlamento e Consiglio dei ministri hanno confermato un accordo per cancellare il geoblocking ingiustificato, un impulso decisivo per l’e-commerce..
“Fare shopping online in un paese Ue diverso dal proprio così come lo fanno i suoi residenti è ciò che i cittadini si aspettano oggi”, ha spiegato Peter Žiga, Presidente del Consiglio Ue e ministro dell’Economia slovacco. “Daremo stimolo all’e-commerce e i cittadini europei avranno più scelta di prodotti e servizi. Questo può accadere solo se si crea una garanzia di sicurezza e trust tra chi vende e chi compra e, con la decisione di oggi, raggiunta in pochi mesi dalla prima presentazione della proposta, spianiamo il terreno a una rapida apertura dei negoziati col Parlamento; potremmo concludere l’intero processo già l’anno prossimo”.
L’obiettivo è promuovere la nascita del mercato unico digitale. Non sarà più limitato l’accesso degli utenti a determinati siti web solo perché si connettono da altri Paesi. Verrà abolito quindi anche il reindirizzamento ad un altro sito a seconda della nazionalità dell’utente.
I cittadini dell’intera Comunità Europea avranno la possibilità di accedere ad una più ampia gamma di prodotti e servizi.
Il testo approvato però non liberalizza del tutto il mercato. Per gli audiovideo ed e-book rimangono le stesse regole attuali. Sono escluse infatti dalla normativa le piattaforme che offrono contenuti multimediali protetti dal Diritto d’Autore che dipende dalle Norme Locali, diverso da Paese a Paese. Esclusi quindi siti web come Netflix, Youtube, Sky e altre piattaforme dedicate alla fruizione di film, eBook o musica online.

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