Dal Summit della Terra tenutosi a di Rio nel 1992 si è iniziato a parlare di ecoefficienza non solo nell’ambito ambientale ma anche per ogni prodotto o servizio rispondente alle necessità dell’uomo, quindi come obiettivo anche per le nostre case, ponendo una maggior attenzione agli impatti ecologici, al risparmio energetico, alle esigenze di salute ed ecologiche.
Biocompatibile ed ecosostenibile sono diventati gli obiettivi per la realizzazione di una casa ecoefficiente.
Biocompatibile ed ecosostenibile non sono però sinonimi, tra i due termini ci sono sostanziali differenze.
Una casa biocompatibile è priva nel suo interno di materiali che inquinano, costruita con prodotti privi di sostanze nocive o cancerogene o elementi con emissioni dannose per i suoi occupanti. I materiali biocompatibili per eccellenza sono i materiali naturali.
Un’abitazione ecosostenibile invece è attenta alla tutela delle risorse non rinnovabili della terra, con l’obbiettivo di mantenere a lungo termine degli equilibri, in termini di energia e risorse, che determinano il sistema ecosistemico in cui si trova e consentendo anche alle future generazioni di poter usufruire del medesimo materiale, attività o prodotto senza interrompere questo ciclo.
Costruire un edificio ecosostenibile significa creare una casa riducendo quantitativamente il più possibile lo spreco energetico e di risorse, utilizzando materiali che saranno reintegrabili nel momento in cui l’edificio verrà dismesso.
Un edificio ecosostenibile non è automaticamente biocompatibile, ma è vero sempre il contrario. Una casa ecosostenibile è anche biocompatibile perché la tutela della salute dell’uomo è compresa nell’obiettivo più generale di tutela degli ecosistemi.

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