Una delle tecnologie che saranno determinanti nel nostro prossimo futuro è l’Intelligenza Artificiale. Non sorprende quindi che la Cina non voglia essere seconda a nessuno in quest’ambito.
Il Consiglio di Stato cinese ha lanciato un programma per sviluppare l’industria domestica dell’intelligenza artificiale. Il governo cinese ha recentemente spiegato i piani di investimento che il paese intente mettere in atto nei prossimi anni in questo settore, evidenziando una grossa crescita nelle risorse destinate da qui al prossimo futuro: 150 miliardi di Yuan (circa 19.2 miliardi di Euro).
Le intenzioni del colosso asiatico sono di diventare il leader mondiale dell’intelligenza artificiale (Ai) per il 2030.
Intelligenza artificiale, energie rinnovabili, robotica e auto elettriche sono i comparti in cui la Cina intende primeggiare nel prossimo futuro e scalzare così gli Usa.
L’interesse di governi e privati attorno di questo settore è estremamente elevato.
Lei Jun, CEO di Xiaomi, la cosidetta Apple cinese, ha di recente affermato che “diversamente dalle passate rivoluzioni tecnologiche, l’Intelligenza Artificiale può davvero rappresentare per la Cina la prima tecnologia, da decenni a questa parte, in cui poter esercitare un ruolo di leadership internazionale. Grazie ai massicci investimenti effettuati negli ultimi anni nelle tecnologie cloud e big data e grazie allo sviluppo di un grande bacino di talenti e professionisti in ambito informatico e matematico, il paese può chiudere il gap ad oggi esistente nei confronti degli Stati Uniti e mirare ad un sorpasso.”
Lo sviluppo delle intelligenze artificiali andrà ad incidere in quasi ogni aspetto dell’industria e della società nei prossimi decenni. Lo scopo della Cina è portare l’industria dell‘Ai a diventare traino dell’intero prodotto interno lordo, fissando così un paletto in un processo ormai avviato e che vede la Cina alla ricerca di innovazione e qualità.

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