Il Garante della Comunicazioni Agcom ha in questi giorno prodotto la sua annuale redazione per il Parlamento sullo stato dei sistemi di comunicazione nel nostro Paese.
Ne emerge un dato desolante: la percentuale della popolazione che utilizza Internet è cresciuta di 3 punti percentuali nel 2016 (arrivando al 60%) ma gli italiani sembrano poco interessati ad internet, tanto che siamo penultimi in Europa con solo il 12% di abbonamenti alla banda larga e larghissima.
Varie le cause, il forte gap generazionale (solo il 33% di utenti che accedono alla rete nella fascia d’età tra i 65 e i 74 anni), più alti i costi di connessione rispetto agli altri Paesi europei, sistema di infrastrutture ancora arretrato, una mancanza nel nostro Paese di una copertura paritaria di reti di alta qualità.
Solo il 15% della popolazione riesce a connettersi a reti di oltre 30 megabit al secondo, valore che ci pone in netto ritardo rispetto al resto d’Europa.
Che nel 2017 il 40% della popolazione non riesca a sfruttare a pieno uno strumento indispensabile per lo svolgimento della vita di tutti i giorni è un dato allarmante.
L’Agcom nel suo rapporto al parlamento ha inoltre evidenziato l’importanza del fenomeno “fake news” definite un fenomeno “di estrema gravità, la cui diffusione voluminosa, istantanea ed incontrollata è preoccupante”.
Il presidente Angelo Marcello Cardani si è detto a favore di un “intervento normativo” e contro “l’autoregolamentazione dei colossi del web, che hanno promesso di sviluppare algoritmi per rimuovere informazioni false e virali”, sottolineando come Google e Facebook detengono insieme oltre il 50% del settore pubblicitario, pari a circa 1,9 miliardi di Euro.

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