La Cina è il primo produttore mondiale di auto elettriche.
Ben il 43% delle auto elettriche prodotte nel 2016 a livello mondiale è venuto dalla Cina, 23% e il 17% le quote di Germania e Stati Uniti.
Spinta dall’esegenza di ridurre l’inquinamento atmosferico, la Cina ha messo in campo una serie di politiche governative favorevoli alla diffusione di veicoli elettrici, affinchè entro il 2018 i mezzi a emissioni zero costituiscano almeno l’8% delle vendite del giganetsco mercato cinese, per poi aumentare la quota negli anni successivi.
Il nuovo sistema per promuovere le auto elettriche e ibride, funzionerà attraverso crediti per la produzione e la vendita erogati alle case automobilistiche che spingono il settore elettrico, e sanzioni per coloro che non rispetteranno determinati obblighi.
Queste decise politiche che verranno messe in atto dal governo cinese spaventa le maggiori associazioni mondiali dei produttori di auto che hanno scritto a Pechino per chiedere che la superpotenza asiatica riveda al ribasso il suo programma per i veicoli elettrici, rallentandone la diffusione.
Chiedono inoltre un trattamento equo tra produttori esteri e cinesi di auto elettriche, dato che questi ultimi sarebbero favoriti dal supporto statale.
Le politiche della Cina non sono incentrate solo sulle auto: Pechino vuole raddoppiare la densità media anche delle batterie agli ioni di litio e ridurre il prezzo a 150 dollari per chilowattora entro il 2020.
Quelli della Cina sono investimenti che non si limitano alla lotta all’inquinamento, sono espressione di una precisa mossa politica industriale che mira a cogliere in contropiede l’industria automoibilistica europea e americana, al momento in ritardo sul mercato elettrico.

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