L’articolo 210 del Ddl emesso il 30 dicembre 2015 ha introdotto nuovi criteri di imposizione fiscale sui prezzi dell’energia elettrica e del gas per le imprese a forte consumo di energia.
Il decreto-legge prevede che i costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico (oneri di sistema) pagati dai clienti finali diversi da quelli domestici (le imprese che complessivamente rappresentano il 75% dei consumi elettrici nazionali), non debbano essere più legati ai consumi effettivi di energia, ma debbano essere simili alla struttura delle tariffe di rete, con costi fissi per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica.
Il Decreto legge “Milleproroghe” del 30 dicembre 2016 lo ha fatto  slittare di due anni. Tale adeguamento verrà applicato a partire dal 1° gennaio 2018, scongiurando così il pericolo di conguagli retroattivi.
È probabile che il rinvio al 2018 lasci spazio a nuovi approfondimenti circa gli impatti della riforma e a nuove occasioni di confronto durante l’anno che si è appena aperto tra gli operatori, il Governo e l’AEEGSI, per giungere a una riforma condivisa, stabile e soprattutto meno penalizzante per chi ha investito in energia da fonti rinnovabili.
Tali imprese infatti che hanno investito in impianti di cogenerazione o fotovoltaici per l’autoconsumo o in efficienza energetica, non acquistando più elettricità dalla rete, pagheranno solo questa quota fissa che vedrà inevitabilmente un aumento delle proprie bollette elettriche.

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