“Produzione di energia elettrica mediante utilizzazione dell’energia del moto ondoso del mare e di quella delle maree” questa la definizione data dalla Treccani.
Il potenziale energetico proveniente dei mari è elemento di ricerca nel campo energetico in moltissime università mondiali. L’energia del moto ondoso riesce a sfruttare l’energia cinetica delle onde per la produzione di energia elettrica con un sistema denominato cimoelettrico.
È una fonte di energia classificata tra le cosiddette “energie alternative” e “rinnovabili” e si proietta tra le tecnologie verdi più all’avanguardia del momento, è pressochè inesauribile.
Gran parte dei progetti sono condotti da paesi come il Portogallo e il Regno Unito sfruttando principalmente le onde del mare, ma ciò non esclude la possibilità di ricavare energia anche in altri bacini idrici in cui le condizioni ondose siano favorevoli alla produzione di energia elettrica.
Anche se lo sfruttamento dell’energia dal mare è a uno stadio meno avanzato rispetto a quello di altre risorse rinnovabili quali il vento o il sole, riuscire a produrre energia dalle onde è tra le priorità anche nei programmi della Commissione Europea per lo sviluppo della Blue Economy.
L’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, rappresenta l’Italia nel JP Marine Renewable Energy, il programma congiunto di ricerca sull’energia dal mare.

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