Al fine di rendere la maggior parte delle fonti di energia fonti rinnovabili, come l’energia eolica e solare, è necessario trovare soluzioni efficienti per l’immagazzinamento dell’ energia.
Un gruppo di ricerca dalla Chalmers University of Technology di Göteborg, in Svezia, ha dimostrato che è possibile convertire l’energia prodotta dalle celle fotovoltaiche direttamente in un fluido, integrandole con un dispositivo bio-elettrochimico. Questo combustibile liquido permette di immagazzinare e trasportare l’energia solare e rilasciarla su richiesta grazie anche ad nuovo vettore energetico, il norbornadiene, un composto organico che esposto alla luce diventa quadriciclano.
A dirigere il team di ricerca svedese è il professor Kasper Moth-Poulsen. Secondo la sua previsione “associando questo sistema di accumulo con un impianto solare termico permette di convertire in energia l’80% della luce solare intercettata”.
Il progetto di ricerca è stato avviato più di sei anni fa e il gruppo di ricerca ha contribuito nel 2013 ad una prima dimostrazione concettuale. La strada da percorrere per raggiungere questo risultato è però ancora piuttosto lunga.
Tale progetto ha comunque permesso alla Chalmers University of Technology di ottenere la copertina della pubblicazione scientifica Energy & Environmental Science per i notevoli passi avanti compiuti.

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