Approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 15 febbraio, il 10 marzo 2016 è ufficialmente entrato in vigore il decreto Dlgs 33/2016 che attua una direttiva europea 61/2014 che ha come obbiettivo promuovere “l’uso condiviso dell’infrastruttura fisica esistente” e consentire “un dispiegamento più efficiente di infrastrutture fisiche nuove, in modo da abbattere i costi dell’installazione di tali reti”.
Rappresenta una novità importante per il settore delle comunicazioni, soprattutto in merito alla banda larga e ultralarga.
Nuovo regime fiscale per gli operatori, nascita di un sistema informativo nazionale federato delle infrastrutture, riduzione dei costi dell’installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità ed ampio spazio a tecnologie di scavo innovative, queste le principali e più importanti novità contenute nel decreto.
Le nuove direttive si intendono facilitare l’installazione delle reti di comunicazione ad alta velocità cercando l’uso condiviso dell’infrastruttura già esistente e abbattendo il costo delle nuove installazioni. Un modo per farlo riguarda la tassazione: gli operatori potranno essere tassati durante i lavori solo per occupazione del suolo pubblico, levando ai Comuni la possibilità di imporre altri oneri non ricognitori.
Novità importante anche quella relativa al coordinamento delle opere di genio civile ed accesso all’infrastruttura in corso di realizzazione. In caso di mancanza di infrastrutture preesistenti, gli operatori potranno utilizzare per i lavori di scavo tecnologie a basso impatto ambientale di nuova generazione. Inoltre a ogni gestore e operatore viene riconosciuto “il diritto di offrire ad operatori di reti l’accesso alla propria infrastruttura fisica ai fini dell’installazione di elementi di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità”. Il rifiuto alla richiesta di accesso può essere opposto solo in alcuni casi elencati dal decreto.
Nasce inoltre un“catasto delle infrastrutture”, una mappatura di tutte le reti di comunicazione elettronica veloce esistenti e delle infrastrutture che possono ospitarle. A regolarne la creazione sarà Ministero dello Sviluppo Economico.
Le cose cambiano anche per i condomini. Ai proprietari di unità immobiliari, o al condominio viene riconosciuto “il diritto, ed ove richiestone, l’obbligo, di soddisfare tutte le richieste ragionevoli di accesso presentate da operatori di rete, secondo termini e condizioni eque e non discriminatorie, anche con riguardo al prezzo”. Vale a dire che in tutti gli edifici di nuova costruzione è obbligatoria la presenza di un’infrastruttura interna costituita da impianti di comunicazione ad alta velocità tramite fibra ottica. Inoltre, dovranno anche essere equipaggiati di un punto di accesso. Lo stesso vale per le ristrutturazioni che richiedano il rilascio di un permesso di costruire.
Nei prossimi mesi dovremmo vedere i reali effetti che questo decreto porterà alla diffusione della banda larga.

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