C’è poco da festeggiare: quartultimi per quel che riguarda la connettività, utilizzo di internet, la digitalizzazione delle imprese e della pubblica amministrazione.
Nel “DESI 2017” il rapporto con cui la Commissione Europea analizza il livello di digitalizzazione dei 28 Paesi membri, l’Italia si piazza nelle ultime posizioni. Dopo di noi solo la Grecia, la Bulgaria e la Romania.
“L’Europa si sta gradualmente digitalizzando, ma molti Paesi devono intensificare i propri sforzi. Tutti gli Stati membri dovrebbero investire di più al fine di trarre pieno vantaggio dal mercato unico digitale. Non vogliamo un’Europa digitale a due velocità. Dobbiamo lavorare insieme per fare dell’UE un leader del mondo digitale”, ha dichiarato Andrus Ansip, Vicepresidente responsabile per il Mercato unico digitale.
I nostri scarsi risultati in termini di competenze digitali rischiano di frenare ulteriormente lo sviluppo dell’economia e della società digitali.
Solo il 44% degli Italiani ha competenze almeno di base, contro una media europea del 56%. Quest’assenza di competenze digitali è la ragione principale del basso tasso di adozione della banda larga fissa.
Per non parlare dell’amministrazione pubblica, dove sono ancora troppo poco diffusi i casi di amministrazioni che hanno messo mano ai loro siti web e ai servizi per una fruizione adeguata alle esigenze dei cittadini e delle imprese.
Ai vertici anche a livello mondiale i paesi scandinavi, che dominano nettamente la classifica della Commissione Europea.
Nonostante i timidi progressi, le prestazioni dell’Italia sono ampiamente inferiori alla media europea. Non riusciamo a colmare il ritardo nei confronti di molti altri Paesi a forte digitalizzazione.

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