Per tutti coloro che riscaldano la propria casa utilizzando esclusivamente pompe di calore elettriche, il 1 luglio 2014 l’Autorità per l’Energia elettrica aveva introdotto in via sperimentale una nuova tariffa agevolata ”D1′‘, dedicata a clienti domestici caratterizzati da un livello virtuoso di efficienza energetica.
L’intento era quello di premiare le tecnologie efficienti che, nella visione dell’Autorità, sono quelle che spostano i consumi sul vettore elettrico.
La pompa di calore come è noto fa risparmiare sulla bolletta del gas ma pesa molto sui consumi elettrici. Ecco perché l’introduzione di questa tariffa in cui prezzo dell’energia elettrica veniva calcolato sommando un corrispettivo fisso, un corrispettivo riguardo alla potenza usata e una somma che varia a seconda dei consumi veri e propri.
Non tutti però potevano usufruirne essendo previsti una serie di requisiti minimi, come la presenza di un contatore elettronico telegestito e l’assenza di un altro impianto di riscaldamento.
Dai primi risultati relativi all’attuazione del test tra il 1 luglio e il 15 ottobre 2014 era emerso che i venditori del mercato libero aderenti alla sperimentazione sono stati solo 16, dimostrato una iniziale scarsa partecipazione.
La tariffa D1 è stata poi prorogata anche per tutto il 2016.
La fase di sperimentazione però è terminata il 31 dicembre 2016 e dal 1° gennaio 2017. Chi ha aderito alla D1 paga l’energia elettrica secondo la nuova tariffa TD non progressiva, che entrerà in vigore per tutti dal 2018.
Al Senato è in discussione un emendamento al Milleproroghe che chiede la proroga della tariffa D1 per tutto il 2017.

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